QUOTE(Nubium @ Sep 5 2006, 03:03 AM)

CUT
Sono deluso e preoccupato, la lotta con me stesso per fare questo grande salto e' stata dura, la spesa per me quasi proibitiva, ma sognavo uno strumento che mi aiutasse a fare belle foto e foto pi� belle di quelle fin'ora scattate, e ho creduto in questa macchina.
Comincio a perdere colpi.. e' la prima volta che l'intuito mi tradisce.
Un saluto a tutti e scusate lo sfogo.
Luigi Sandulli
Ciao Luigi, credo di aver capito il senso del tuo (in parte assolutamente condivisibile) sfogo ma per continuare il paragone con le tastiere di oggi, mettiamoci in testa che sono 2 tecnologie s� evolute ma completamente diverse.
Le variabili in gioco nel campo della musica sono assi meno, o se preferisci, molto pi� "controllabili" e in un certo senso pi� prevedibili in fase di progettazione e di assemblaggio di quelle che la fisica delle onde luminose, dei sensori e della costruzione dell'immagine attraverso un complesso schema di lenti comporta e che in nessun modo possono venire "forzate" o previste all'interno di rigidi schemi funzionali delegabili a una macchina fotografica, per quanto evoluta.
Da l� la differenza di comportamento (e dei risultati sul campo).
A una macchina complessa � ovvio che segua un periodo di apprendimento pi� lungo, difficile, contorto persino, proprio perch� le tante variabili in gioco sono a loro volta rese pi� pi� imprevedibili da complesse funzioni di personalizzazione.
In una parola � pi� facile ottenere certi risultati con una compatta completamente automatica, purch� ci si accontenti di "una foto ricordo senza pretese" che ottenerli con una macchina manuale, personalizzabile il cui funzionamento va guidato, previsto nei limiti della tecnologia, delle specifiche conoscenze acquisite e della sensibilit� artistiche del fotografo.
Per fare un esempio: NON esiste una macchina fotografica che produca foto assolutamente nitide (o tanto meno iper-nitide) per principio o in via assoluta, per il semplice fatto che la nitidezza, che poi � solo uno dei tanti parametri che compongono una foto, dipende a sua volta dal 1) potere risolvente del sensore e di tutti i suoi annessi e connessi hardware e software (circuiteria, canali di scarico dei dati, processore di elaborazione, convertitore A/D ecc) 2) dalla qualit� e dal tipo di obiettivo utilizzato (un grandangolare si comporta in maniera molto diversa da un tele su tutti i fronti) 3) dalle impostazioni scelte sul men� personalizzabile della macchina 4) dal formato di registrazione prescelto (Jpeg vs Raw-NEF) 5) dalla direzione, qualit�, quantit� della luce presente sulla scena al momento dello scatto 6) dal diaframma usato e dal tempo di scatto prescelto 7) dal rapporto tra la focale usata e il tempo di posa in relazione alla luce 8) dagli eventuali Iso selezionati 9) dal tremolio della mano del fotografo 10) dalla sensibilit� e dalle dimensioni del sensore (maggiore � il numero di pixel che lo compongono maggiore � la sua sensibilit� verso i micromovimenti della macchina, pi� percepibili appariranno "difetti" quali il micromosso a fronte di un ingrandimento a monitor della foto.
Non solo, ma quasi le stesse cose potremmo dirle del sistema AutoFocus: la sua velocit� e la sua precisione nell'agganciare un soggetto che si muove ad esempio, sono in parte intrinseche al tipo di AF progettato e in gran parte dipendenti 1) dall'obiettivo usato (ci sono obiettivi con motore AF pi� rapidi e altri decisamente pi� lenti nel ruotare le lenti), 2) dalle qualit� e quantit� di luce presente (pi� scarsa � la luce pi� fatica far� il sensore della messa a fuoco a trovare il soggetto e a seguirlo) 3) dal contrasto della scena (maggiore � il contrasto tra il soggetto e lo sfondo pi� rapida sar� la messa a fuoco 4) dalle impostazioni selezionate dal fotografo (con l'AF Continuo � pi� facile tenere agganciato il soggetto che si muove e portare a casa uno scatto ben congelato che con l'AF a Singolo scatto) 5) dal tempismo del fotografo nel premere il pulsante di scatto ecc..
Insomma tutta sta palla per dire quante cose bisogna prima capire e poi tenere saldamente in testa per poter padroneggiare una macchina complessa come la D200, costruita e studiata non certo per il neofita o per l'amante delle Punta-E-Scatta.
Pensare che una macchina del genere debba fare tutto da sola, per giunta tirando fuori il meglio di s� � come minimo un'ingenuit�.
Esattamente come una tastiera non suona una bella sinfonia da sola ma necessita di un musicista che come minimo abbia solide basi musicali e un minimo di manualit�.
Il discorso della cos�detta Post-Produzione NON � un opzional superfluo o smaliziato: che ci piaccia o no � PARTE INTEGRANTE del complesso processo di produzione di una bella foto e la morbidezza intrinseca dei file nativi della D200 con impostazioni Normal (come di tutti i sensori di grosse dimensioni) � un valore aggiunto, non un difetto clamorosamente sfuggito agli ingegneri: permette al fotografo di "controllare" il grado di nitidezza e di micro-contrasto in PP in maniera da dargli l'opportunit� di produrre esattamente (conoscenze, gusti personali e capacit� del mezzo informatico permettendo) la foto da lui desiderata.
Una foto pi� morbida e meno contrastata in fase di ripresa significa un file maggiormente e meglio lavorabile e raffinabile al pc con risultati ben al di sopra della media producibile con qualunque automatismo.
Questo naturalmente non significa che i semplici file Jpeg prodotti dalla fotocamera non siano utilizzabili, tutt'altro, con i dovuti settaggi on-camera, chi non ha pretese particolari pu� benissimo mandare in stampa le foto con assoluta soddisfazione, purch� sia consapevole di avere tra le mani molto di pi� di quanto in quel modo non stia sfruttando.
E a dimostrarlo ci sono milioni di foto pubblicate in internet, non possono certo essere il frutto di chiss� quale diavoleria...o no?
A meno di difetti di fabbrica di cui dovrebbe occuparsi l'assistenza tecnica, in quel caso, ovviamente, qualunque considerazione circa le capacit� e la qualit� della D200 � puramente assurda.